Cucina romana: i piatti da provare e come riconoscerli
Quattro paste, un fritto da mangiare con le mani e un dolce con la panna. La cucina romana si impara in pochi giorni, se sai cosa cercare nel piatto.

La cucina romana è fatta di pochi ingredienti e di regole precise. Guanciale, pecorino, pepe, uova, pomodoro: con queste cinque cose si preparano i piatti che i romani difendono come fossero monumenti. Conoscerli prima di sedersi a tavola aiuta a scegliere meglio e a capire subito se una cucina lavora con cura. E se alloggi nell'Ottaviano Apart, che ha una cucina attrezzata, puoi anche provare a rifarli a casa.
Le quattro paste
Sono parenti stretti, e si capiscono meglio insieme. La base comune è il guanciale, la guancia di maiale stagionata, più saporita e grassa della pancetta, e il pecorino romano, formaggio di pecora salato e deciso.
- gricia: guanciale, pecorino e pepe nero; è la più antica, la madre delle altre
- amatriciana: la gricia con il pomodoro; prende il nome da Amatrice, cittadina di pastori oggi in provincia di Rieti, e a Roma si serve spesso con i bucatini
- carbonara: guanciale, uova, pecorino e pepe; la crema nasce dall'uovo mescolato fuori dal fuoco, senza panna
- cacio e pepe: solo pecorino, pepe e acqua di cottura, di solito con i tonnarelli; la più semplice sulla carta e la più difficile da fare bene
Un segnale utile: la carbonara giusta è cremosa e giallo intenso, non liquida e non strapazzata. Se nel piatto trovi panna, pancetta affumicata o cipolla, sei davanti a un'altra ricetta, magari buona, ma non romana.
Fritti e pizza da mangiare in piedi
Il supplì è la risposta romana all'arancino: una crocchetta di riso cotto nel sugo, con un cuore di mozzarella, impanata e fritta. Si chiama supplì al telefono perché, quando lo spezzi, la mozzarella fila come il cavo di un vecchio telefono. Si compra nelle pizzerie al taglio e nelle friggitorie, e si mangia caldo, subito.
Accanto al supplì ci sono i fiori di zucca ripieni di mozzarella e alici e la pizza bianca, sottile e unta d'olio, che i romani farciscono con la mortadella. La pizza al taglio, a peso, è il pranzo veloce per eccellenza tra una visita e l'altra.
Secondi, verdure e quinto quarto
La cucina popolare romana è nata anche intorno al mattatoio, con i tagli meno nobili, il cosiddetto quinto quarto. Da lì vengono la coda alla vaccinara, stufata a lungo con sedano e pomodoro, e la trippa con la mentuccia. Più leggeri i saltimbocca, fettine di vitello con prosciutto e salvia, e l'abbacchio, l'agnello da latte, arrosto o a scottadito, piatto tipico della Pasqua.
Le verdure seguono le stagioni. In primavera il protagonista è il carciofo romanesco, cucinato alla romana con mentuccia e aglio oppure alla giudia, fritto intero come un fiore croccante. D'inverno arrivano le puntarelle, germogli di cicoria tagliati a listarelle e conditi con alici, aglio e aceto. La cicoria ripassata in padella accompagna quasi tutto.
Il dolce: il maritozzo
Il maritozzo è un panino dolce e soffice, tagliato a metà e riempito di panna montata fino a scoppiare. Si mangia a colazione, al bar, e si finisce sempre con la panna sul naso. Il nome, si racconta, viene dai fidanzati che un tempo lo regalavano alle future spose, a volte con un piccolo dono nascosto dentro.
Come scegliere dove mangiare
Non facciamo nomi di locali, perché aprono, chiudono e cambiano gestione. Qualche criterio però aiuta ovunque:
- un menu corto e stagionale è quasi sempre buon segno
- diffida delle foto dei piatti esposte all'ingresso e dei camerieri che ti fermano per strada
- nelle vie residenziali di Prati e Trionfale, lontano dalle file dei musei, si mangia come mangiano i romani
Se vuoi comprare guanciale e pecorino per cucinare in casa, il Mercato Trionfale è a pochi minuti a piedi dal Vatican Cozy Retreat e da Via Ottaviano.
Vuoi provare a fare la carbonara in una vera cucina romana? Scrivici su WhatsApp e ti diciamo quale dei nostri appartamenti con la cucina attrezzata è libero nelle tue date.
Dormire vicino al Vaticano
Tre appartamenti tra Prati e il Vaticano, con check-in digitale e un host che risponde su WhatsApp.
Vedi gli appartamentiWhatsAppDomande frequenti
Nella carbonara romana ci va la panna?
No. La carbonara romana si fa con guanciale, uova, pecorino romano e pepe nero. La cremosità viene dall'uovo mescolato alla pasta lontano dal fuoco.
Che differenza c'è tra gricia e amatriciana?
La gricia è condita con guanciale, pecorino e pepe. L'amatriciana aggiunge il pomodoro: per questo si dice che la gricia sia l'antenata dell'amatriciana.



